Non c'è dubbio sul fatto che gli italiani adorino il caffè. Certo, anche ad altre culture piace, ma non tanto quanto agli italiani. Quando eravate al liceo, chi era ad aver bisogno di prendere il caffè? Un egiziano? Un tunisino? Un senegalese? No, loro non non hanno questa pulsione. Che poi la prima volta che lo prendi neanche ti piace, ma ti forzi, ne trangugi così tanto che ti piace, proprio come accade per le sigarette. Straniero che leggi, t'avverto, noi abbiamo un culto per il caffè: deve essere stretto, stretto stretto, costipato. Se potessimo condensarlo in cubetti lo faremmo, così avremmo prima i tanto desiderati attacchi di tachicardia. Cubetto, tachicardia. Tac. Insomma, a noi piace l'"espresso".
Quando incontrate un cultore del caffè, documentatevi, e preparatevi a sentire spesso le parole "espresso", "caffè americano", "schifo".
A questo punto, o li incastrate, o sarete incastrati: quando diranno "All'estero non sanno proprio farlo il caffè. È tutta acqua, non sa di niente...", voi annuite con forza e preparatevi a rispondere: "Eh già, il caffè italiano è il migliore" e avrete già conquistato la loro stima, ma a questo punto inizieranno a parlare ancora di più.
Prima che replichino, potrete provare a insaccarli nominando "Starbucks". Se ...